Mercoledì 20 ottobre 2021

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«Non paghiamo i tamponi» Il premier resiste ai ribelli e stoppa le pretese leghiste

IL RETROSCENA
ROMA Mario Draghi non si mette di certo a gettare la croce addosso a Luciana Lamorgese. La ministra degli Interni è già il bersaglio quotidiano di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini che ne chiedono le dimissioni e «questo invece è il momento di restare uniti, di avere un governo forte e compatto», dicono fonti governative. E a palazzo Chigi si limitano a spiegare a proposito dell'ultimo scivolone del Viminale: la circolare firmata dal prefetto Frattasi, capo di gabinetto della ministra, con la quale martedì è stato suggerito alle imprese che operano nel porto di Trieste di pagare i tamponi ai portuali in modo da evitare il blocco delle attività, «non era concordata».


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